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Il condominio

Di Ilaria Lopez
Pubblicato Mercoledì 03 Febbraio 2010 19:56
Autore: J.G.Ballard
Anno: 1975
Editore: Feltrinelli
Link: wiki

“James Graham Ballard, nato nel 1930 a Shangai, è considerato uno dei più interessanti e originali scrittori inglesi contemporanei. Innovatore della letteratura fantascientifica” Stop.

Metto da parte la copia del libro di cui stiamo per parlare con relativa sinossi. Sì perché riesco già a vedere alcuni nasi storcersi o, all’opposto, degli occhi accendersi di passione. Non è questo l’effetto che fa la parola “fantascienza” ogni volta che viene pronunciata? Per gli estimatori di questo genere, la mente corre subito alle navicelle spaziali di Star trek e al tipico saluto da nerd rincitrullito; per quelli che invece non hanno mai potuto sopportare la fantascienza, questo succede perché la legano unicamente agli Yoda e alle orecchie a punta. Beh, allergici, vi do una dritta: fantascienza non è un sinonimo per “storie sullo spazio”.

La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto di una scienza e/o una tecnologia - attuale o immaginaria - sulla società e sull'individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro.” Ecco la vera definizione di fantascienza. Lo dice wikipedia, non una perfetta Signorina Nessuno come me. Allora direi che possiamo annoverare in questo genere anche Il condominio, romanzo del 1975 dello scrittore J. G. Ballard. E finendo di leggere la sinossi che avevo cominciato a riportarvi: “…si concentra sugli effetti che la modernità produce su psiche e società.” Ambientata in un grattacielo londinese, questa storia è un’ipotetica visione di ciò che potrebbe accadere se l’elettricità, simbolo della modernità, venisse a mancare. E cosa succederebbe? Ballard immagina una vera e propria regressione alla clava e alle pietre. Se l’uomo è un animale, c’è da dire che è di una specie davvero particolare, decisamente unica nel suo genere. Purtroppo o per fortuna, a seconda del vostro modo di pensare. Una delle sue peculiarità, come ben sappiamo, è il raziocinio. Raziocinio vuol dire freni inibitori. E freni inibitori significa, automaticamente, l’esplosione della vera personalità animale dell’uomo, quando questi vengono a mancare, in determinate condizioni. “Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, come passeggeri a bordo di un aereo con il pilota automatico, erano liberi di comportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità. Per molti versi, il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia aveva fatto per rendere possibile l’espressione di una psicopatologia autenticamente ‘libera’.” Nessuna spiegazione sarebbe stata migliore delle parole dello stesso Ballard, tratte da questo romanzo.

Un’ambientazione del genere difficilmente non avrebbe fatto gola ad un regista per una trasposizione cinematografica. Ci aveva provato già alla fine degli anni ’70 il produttore Jeremy Thomas che aveva intenzione di affidare la regia per un film su questo romanzo al regista Nicholas Roeg (L’uomo che cadde sulla terra con David Bowie). La mancanza dei fondi necessari a finanziare l’impresa artistica, però, fece naufragare questo progetto. Ma i registi non si sono arresi. Fra loro Vincenzo Natali – canadese, ma di chiari origini italiche e che ha diretto le riprese di Cube – ha deciso di prendere il toro per le corna, come si suol dire, e di lanciarsi in questa avventura. Regista del film, oltre che sceneggiatore insieme a Rudy Wurlitzer, Natali ha spostato la posizione dell’edificio, la Elysium Tower, in mezzo all’oceano, facendo però attenzione a lasciare intatto il concetto di autosufficienza su cui si basa la costruzione. Ritroveremo anche nel film Royal, Laing e Wilder, i tre protagonisti del romanzo nonché tipici esemplari delle classi a cui appartengono. Gli attori? Chi vivrà vedrà. L’uscita del film è infatti prevista per il 2011, anche se le informazioni in proposito sono decisamente scarse per il momento. Il condominio, però, non è la prima opera di Ballard ad affascinare un regista: basti pensare a L’impero del sole di Spielberg e a Crash di David Cronenberg.

E, a quanto pare, Il condominio non sarà neanche l’ultimo libro ad ispirare riadattamenti al cinema. Cosa bolle in pentola? Christian Bale (L’impero del sole, L’uomo senza sonno, Batman begins, The prestige, Il cavaliere oscuro, Nemico pubblico, oltre che doppiatore per il lungometraggio animato Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki), lo sceneggiatore Scott Kosar e il regista Brad Anderson  riuniti per filmare Concrete Island del 1974. Non ci resta, allora, che aspettare di sentire un “tutti per uno, uno per tutti!” per l’inizio delle riprese.

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